Perché lo Yoga
“Mentre il mondo si muove verso il ventunesimo secolo scienziati, educatori, pensatori, uomini e donne in tutto il mondo sperimentano e valutano il ruolo che lo yoga avrà nel curare e ristrutturare la mente ed il corpo dell’uomo.
In molti paesi yoga viene insegnato nelle scuole e nelle università ed in alcuni college è ora parte del curriculum.
Esso è stato introdotto con grande efficacia nelle prigioni e nei centri di detenzione; yoga e meditazione sono ora inclusi in molti programmi di riabilitazione per tossico-dipendenti; tutti i programmi di terapia per HIV e AIDS hanno qualche forma di yoga aggiunta alle tecniche di auto-gestione; l’uso della meditazione nel trattamento di malattie terminali, particolar-mente il cancro, è già molto documentato; è anche ben conosciuta l’efficacia dello yoga nel trattamento di malattie mentali, particolarmente la schizofrenia; yoga è ora parte dei programmi di trattamento dello stress di molte aziende.”
Swami Satyananda Saraswati
IL MITO: l’origine dello yoga
Un giorno il dio Shiva, seduto sulla spiaggia di un’isola, stesse istruendo la sua sposa Parvati sulla pratica dello yoga, non accorgendosi però di un piccolo pesce che, nascosto tra le onde che si infrangevano sul bagnasciuga, ascoltava rapito tutte le sue parole. Quando i due déi si resero conto della presenza del piccolo intruso era troppo tardi: questi si era già dileguato tra i flutti, portando con sé tutti i segreti che aveva appreso. Il pesciolino nuotò per chilometri e chilometri, mentre elaborava e metteva a frutto dentro di sé gli insegnamenti che aveva carpito a Shiva. Tale era la potenza di questi insegnamenti che il pesciolino, nel breve spazio del suo viaggio a nuoto, passò attraverso tutte le tappe del percorso evolutivo finché, quando al termine del viaggio giunse a riva, sul continente, si era infine trasformato in un uomo. Quest’uomo, che si chiamò Matsyendra (Matsya in sanscrito significa “pesce”), fu il primo yogin della storia, e attraverso il suo insegnamento la scienza dello yoga poté essere conosciuta dagli esseri umani.
Yoga significa unione, armonia. Deriva dalla radice sanscrita “yuj”, che significa “unire”. Lo Yoga è un’antica scienza filosofica e pratica che si è evoluta nel corso di migliaia di anni di studio e di esperienza interiore. Lo scopo più elevato dello Yoga è l’integrazione della coscienza individuale con la coscienza universale. La pratica quotidiana dello Yoga permette di integrare e armonizzare i vari aspetti della personalità, favorendo l’equilibrio
globale di corpo, mente ed emozioni. Lo yoga è uno strumento concreto per ampliare la conoscenza e la consapevolezza di se stessi, e per sviluppare le proprie potenzialità. Lo yoga è una cultura la cui origine si perde nella notte dei tempi, una cultura eterna che rappresenta il bisogno dell’umanità di evolversi e trascendere le limitazioni.
Stress, preoccupazioni e ansia sono spesso il risultato di uno stile di vita focalizzato su eventi passati o futuri, che ci condizionano impedendo una nostra completa realizzazione nel presente. La pratica di yoga risveglia la consapevolezza dell’individuo e ne riattiva le forze auto-terapeutiche, permettendogli di superare tali condizionamenti, eliminando le cattive abitudini e ristabilendo uno stile di vita sano ed equilibrato.
Lo yoga non è una ginnastica, né una religione. Lo yoga è un processo sistematico per sperimentare gli stati più elevati della coscienza. E’ il desiderio universale dell’umanità di veder sorgere in se stessi la luce spirituale e sperimentare stati di profonda trascendenza.
Oggi la pratica dello yoga è uno dei principali strumenti per la risoluzione di disagi a differenti livelli, di carattere fisico, emotivo e mentale. Grazie alla sua natura olistica la pratica contatta la personalità a differenti livelli, e interviene apportando rilassamento fisico e potenziamento della personalità. Naturalmente, non esiste un sentiero standard che vada bene per tutti, sebbene una pratica ordinaria porti comunque ampi benefici nella vita quotidiana.
La pratica di Hatha Yoga è più adatta – nei suoi stadi iniziali- al livello fisico; poi la consapevolezza diviene più sottile, e si può fare esperienza di livelli più profondi, soprattutto a livello energetico e mentale. Praticando lo yoga si avrà subito una sensazione di rinnovato benessere, che tende ad espandersi in relazione alla qualità della pratica intrapresa da ciascuno. Col tempo si sviluppa una salute eccellente, pre-requisito per le pratiche meditative: negli stadi più alti, assai raramente si verrà colpiti dalle malattie. Lo stesso invecchiamento -inevitabile per ciascun essere umano- avverrà molto più lentamente per i praticanti dell’Hatha Yoga. Questo non ha nulla di magico o di incomprensibile: semplicemente attraverso le posture Yoga viene fatto sì che il sangue scorra correttamente per tutto il corpo e che le varie glandole vengano stimolate nel modo corretto. Perseverando nella pratica per molti anni, il corpo resta sempre in grande efficienza.
Il fine della pratica è sempre quello di una maggiore consapevolezza e di una evoluzione superiore. Il gradino è il contatto con l’energia Kundalini, l’immensa energia che è dentro di noi, attraverso la quale lo sviluppo evolutivo procederà più in fretta. Per coloro che prediligono una via mentale, in genere il percorso giusto è quello dello Jnana Yoga, lo Yoga della Saggezza, in cui si riesce a progredire attraverso la discriminazione (discriminando cio che è IO dal NON-IO), e attraverso la pratica della meditazione che -pur presente in varie forme negli altri sentieri in forma diversa, in genere più grossolana- qui assume un ruolo centrale. E’ un tipo di meditazione più sottile, non basato su nomi e forme (oppure lo è solo ad uno stadio iniziale), ma sull’ IO, attraverso il quale si riesce a comprendere, a tempo debito, la nostra vera natura. Ad ogni modo, qualunque sia il sentiero scelto, è importante ricordare che nello Yoga la pratica diretta è indispensabile. Il semplice leggere dei libri, o anche il ritenersi sinceramente convinti di certe cose dopo averli letti, è abbastanza inutile. Nello Yoga le esperienze vengono fatte in prima persona, nessuno le può fare per noi.