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I Nostri Corsi

“La filosofia senza la pratica non ha senso, ma la pratica senza la filosofia è ugualmente futile”

Swami Niranjanananda Saraswati

ASANA

La postura deve essere stabile e confortevole, per mezzo del rilassamento nello sforzo e della contemplazione dell’infinito.

Patanjali, Yoga Sutra II, 46-47

Nel nostro tempo la scissione fra mente e corpo è particolarmente accentuata dallo stile di vita sedentario e prevalentemente mentale. Catturati dalle controversie quotidiane e dall’eterno peregrinare della mente, che non cessa mai di legare un pensiero ad un altro, dimentichiamo di come la natura umana abbia anche un aspetto immediato e fisico, fatto di carne e corpo, e corrispondente soprattutto a Muladhara chakra, il Chakra della radice.

Generalmente non abbiamo quasi consapevolezza della nostra realtà fisica, salvo per quanto concerne i malesseri e i disturbi, derivati proprio da questo modo di vivere introiettato nella mente. Il lavoro posturale dello yoga – ASANA – è un’occasione per recuperare questa consapevolezza e porre le basi di un nuovo equilibrio, ancorato solidamente alla concretezza del corpo. L’Asana è il mantenimento di una postura in modo fermo e stabile, leggero, rilassato, al riparo dalla competizione e dal confronto quotidiano. Alla tranquilla stabilità del corpo si accompagna un respiro calmo e tranquillo, e la stabilità della mente. L’asana non implica soltanto il rilassamento, ma anche il potenziamento fisico che il raggiungimento dell’asana richiede. All’irrobustimento del corpo e alla disciplina della mente viene assegnata altrettanta importanza di quella che viene data al loro rilassamento.
Nei corsi si cerca di offrire una proposta di asana in linea col livello del corso e alla progressione proposta dalla tradizione Satyananda. Ciascuna postura impegna il praticante in modo diverso e una loro pratica complessiva ed equilibrata permette di agire profondamente sul corpo, in particolare nel massaggio degli organi e nella riattivazione del sistema endocrino. Un’attenzione particolare è posta sul miglioramento della statica della colonna vertebrale e sulla liberazione del respiro.
Tutte le posture, dalle più semplici alle più impegnative, possono essere approcciate in modo graduale, adattandone la pratica alle specifiche esigenze di ciascuno: nelle lezioni viene offerta sempre una versione facilitata delle asana che per alcuni sono troppo impegnative. Fondamentale l’accento su un ascolto di sé e del corpo attento e continuo, per potere nel tempo superare i propri limiti ed evolvere lo stato del  corpo.

SEQUENZE IN MOVIMENTO

Con la funzione di sciogliere il corpo e rimuovere i blocchi fisici cronici nei corsi sono proposte sequenze che facilitano lo sblocco e una crescita armonica della pratica di yoga. In queste sequenze il coordinamento fra movimento e respiro è essenziale, ed essenziale è naturalmente la realizzazione di una buona presenza mentale.

La maggior parte di queste sequenze sono costituite da una concatenazione di posture che vengono in successione fluida e continua, cadenzata sul ritmo del respiro.  L’elemento aggiuntivo è il ritmo, l’elemento detratto è l’immobilità. I tempi del corpo sono tempi cosmici, che – in assenza di fattori esteriori – seguono il ritmo del sole, della luna e delle stagioni. In quest’ottica, il coordinamento tra movimento e respiro assume un’importanza fondamentale, da approfondire e sviluppare fino al punto in cui i due elementi non divengono perfettamente allineati, una danza con la parte più profonda di se stessi, capace di aprire la consapevolezza al ritmo interiore di ciascuno.

PRANAYAMA

Il respiro è il veicolo del prana, ed è anche il ponte più prossimo fra la nostra vita consapevole e quella inconsapevole, volontà indivisuale e funzione primordiale: inspirazione ed espirazione corrispondono a due facoltà essenziali, la prima alla capacità di ricevere e di accogliere, la seconda a quella di abbandonare e rilassare, di lasciar andare e distaccarsi.
Il respiro è il nostro ritmo vitale, specchio dello stato mentale, la sua ampiezza e la sua frequenza influenzano profondamente il sistema nervoso centrale e soprattutto quello autonomo, il sistema endocrino, la circolazione e il metabolismo cellulare.
Nello yoga il respiro è veicolato con pratiche di pranayama, la disciplina non tanto del controllo, ma dell’espansione del respiro. Nei corsi sono proposte numerose tecniche di conduzione del prana: le pratiche respiratorie, che permettono di accogliere e mettere in circolazione l’energia vitale, oltre che di indurre uno stato di calma concentrata e di accrescere la consapevolezza del respiro con tutte le sue valenze, l’utilizzo di bandha e mudra finalizzati al controllo e alla guida del prana all’interno dell’organismo.

RILASSAMENTO

Il rilassamento è la condizione essenziale dello yoga. Permette il perfetto transito e il perfetto scambio tra l’essere individuale e l’essere universale. Permette di rilasciare le tensioni, che non son solo fisiche, ma quasi sempre determinate da pressioni mentali. Nello stato di rilassamento la mente riposa in se stessa, ed ha perciò l’occasione di rigenerarsi, di caricarsi di energia, e il corpo fisico è liberato dal controllo mentale, ed è libero di tornare al proprio ritmo primordiale. Il rilassamento permette di liberarsi, di sisidentificarsi da ciò che siamo nel mondo esteriore, ritornando per tale via a se stessi. Purtroppo prendiamo coscienza di queste identificazioni, nel migliore dei casi, solo quando le disfunzioni si cronicizzano e si accumulano al punto da diventare dolorose.
E’ chiaro che il modo migliore per liberarsi di queste tensioni sarebbe quello di evitare che si creino, il che potrebbe essere ottenuto solo cessando di identificarsi totalmente con ciò che si possiede, con la propria immagine, con il proprio ruolo sociale, lavorativo e famigliare. La liberazione dalle identificazioni proposta dallo yoga richiederebbe ovviamente una profonda messa in discussione di sé, ma anche chi non è disponibile a questo, potrà comunque beneficiare delle tecniche di rilassamento specifiche che lo yoga mette a disposizione, e che permettono di rilasciare le tensioni e di distaccarsi per un tempo sufficiente a ristabilire un certo equilibrio.
Nelle pratiche di rilassamento profondo dello yoga, il livello di contrazione dei muscoli viene abbassato anche sotto quella soglia minima che è normalmente conservata quando la muscolatura è a riposo. Se il rilassamento viene protratto a lungo, si crea una vera e propria sconnessione tra il sistema nervoso centrale e l’apparato muscolare, in modo che quest’ultimo si trova libero da tutte le interferenze dei livelli superiori della coscienza. Lo stato di rilassamento si trasmette anche ai vasi sanguigni e agli organi interni, le funzioni fisiologiche si regolarizzano e all’organismo viene data l’occasione di rivitalizzarsi e di ritrovare una modalità di funzionamento fluida ed equilibrata.

MEDITAZIONE

Lo yoga è l’arresto dei vortici mentali

Patanjali Yoga Sutra I, 2

La meditazione non è una pratica, ma uno stato. In questo senso non si può “fare” meditazione; si possono, al massimo e con molto impegno, creare alcune condizioni favorevoli, attendendo il sorgere spontaneo dello stato meditativo.
Attraverso le pratiche dello yoga si possono sviluppare consapevolezza e disciplina interiore, si possono dare forza, scioltezza, equilibrio e stabilità al corpo e alla mente, si può raccogliere l’energia necessaria a sostenere stati di coscienza espansa. Tutto ciò che eventualmente accade da questo punto in avanti non dipende più dalla volontà dell’individuo, anzi, quanto più ci si sforzerà di ottenere o di raggiungere qualcosa (uno stato di meditazione, la liberazione, l’illuminazione, il samadhi o che altro), tanto più implacabilmente ciò che cerchiamo, ammesso che esista, si allontanerà da lui. Ciò che invece può aprire la porta alla meditazione è la consapevolezza e l’attenzione quotidiana: consapevolezza di come parliamo, di quello che diciamo, di come camminiamo, di quello che pensiamo. Meditare è sospendere spazio e tempo, concentrare in maniera duratura la consapevolezza su un oggetto specifico, meditare é la sospensione delle fluttuazioni mentali che ostacolano la pura visione della mente. Attraverso la meditazione è possibile riprogrammare la mente, orientare la volontà in funzione di scopi specifici. La condizione base per la meditazione è l’essere equilibrati, spalancare la porta alla consapevolezza, conoscere quella dimensione in cui non esiste conflitto e non esiste più il tempo. Viene utilizzata anche la focalizzazione su immagini interne visualizzate dal praticante. In ogni caso si evitano tutti i supporti che possano veicolare contenuti religiosi o riferimenti culturali, per motivi di rispetto e correttezza nei confronti della libertà di ciascuno.

PROGRAMMI INDIVIDUALI

Le lezioni individuali sono rivolte a chi vuole approfondire il proprio percorso o sente comunque il desiderio di personalizzare la propria pratica. Sono rivolte anche a chi si trova in difficoltà e necessita di una guida che operi secondo i principi dello yoga.

La nostra proposta base per una pratica individuale sotto la guida dell’insegnante è strutturata nel seguente modo:

- un primo incontro di conoscenza reciproca (gratuito e senza impegno), della durata di circa mezz’ora, in cui delineare gli obiettivi della pratica;

- una serie di incontri a scadenza settimanale della durata di un’ora e un quarto, in cui verrà strutturato un programma personalizzato, su cui l’allievo si renderà indipendente, in modo da poter proseguire la pratica per proprio conto.

- successivi incontri di verifica e indirizzamento della pratica individuale, a scadenza periodica o su richiesta.

Si presuppone la volontà da parte dell’allievo di praticare anche e soprattutto da solo. Chi sentisse invece la necessità di esercitarsi sotto la costante guida dell’insegnante, potrà anche scegliere di seguire un vero e proprio corso individuale, strutturato in una o più lezioni settimanali, con una modalità più simile a quella del “personal training”.

Gli incontri individuali potranno essere tenuti presso le sedi della scuola, o presso il domicilio dell’allievo.