“Il ruolo evolutivo del karma” tratto da un Satsang di Swami Satyananda Saraswati
Potete praticare raja, hatha, kundalini, mantra e bakti yoga, ma se sottovalutate il karma yoga, tutti questi yoga possono dissipare e disperdere la mente.Ogni praticante di yoga dovrebbe trasformare la propria attività quotidiana attraverso la filosofia del karma yoga.Lo scopo del lavoro quotidiano dovrebbe diventare spirituale; o piuttosto dovreste realizzare il naturale scopo spirituale del vostro karma.Se rinunciate al vostro karma, la vostra mente non troverà una base per l’evoluzione. Prima che possiate realizzare il ruolo del karma yoga in relazione all’evoluzione spirituale, dovete capire che lo scopo del karma yoga è di creare una base stabile per la mente. In meditazione la mente deve rimanere costantemente su un oggetto senza nessuna intercettazione di un altro pensiero. Ma se praticate questo senza aver ottenuto uno stato di sattwa, senza avere purificato la mente, cadrete solo nuovamente in una condizione tamasica. Per impedire questo, la natura ha creato il karma yoga, perché tutti noi abbiamo ambizioni, desideri, passioni.Se non avete nessun desiderio, non create nessun karma. Se il desiderio dovesse essere eliminato, lo sviluppo psico-spirituale dell’uomo verrebbe fermato. Di conseguenza i desideri non devono essere posti a freno, ma dovresti compierli completamente oppure realizzare la loro inutilità.
Ponendo freno ai desideri, state uccidendo l’opportunità di agire. Per esempio desiderate avere un bambino: per compiere questo avete bisogno di avere una moglie o un marito, una casa, un lavoro, negozio o commercio, e allora le cose verranno. Questi pensieri tengono una mente non addestrata, occupata tutto il tempo. Questo è l’esempio di come il karma tiene la mente occupata. La mente è una grande forza e se questa forza non è utilizzata correttamente, alimenterà i centri sbagliati della personalità e potrebbe anche diventare distruttiva. Per questo la natura ha creato il karma.
Nella Bhagavad Gita è detto che ogni azione produce una triplice reazione : desiderio, avversione ed entrambi insieme. Se ricevete qualcosa che avete molto desiderato, ciò vi renderà felici. Tuttavia, se ricevete qualcosa che non volevate sarete molto infelice. Se ricevete qualcosa di gradito e non gradito, sarete un po’ felice e un po’ infelici.Quando la mente è influenzata dalle reazioni negative, spesso diventa depressa o scombussolata, favorendo l’insorgere di malattie come l’asma, il cancro, l’ipertensione o il diabete. Di questi tempi si può arrivare anche al suicidio o al divorzio. Qualcosa può accadere, perché il karma interessa la personalità e il comportamento. Così dobbiamo trovare il modo di creare karma le cui conseguenze non ci influenzino. Questo percorso è conosciuto come karma yoga.
Nella vita quotidiana, la nostra attitudine verso il karma deve diventare puramente materiale. Ogni volta che pensiamo alla vita spirituale, pensiamo in termini di rinuncia del karma. Anche in ashram se chiedi a qualcuno di fare qualche lavoro , loro invariabilmente rifiuteranno sulla base che tutte le azioni sono maya , e da questo l’uomo è limitato. Ma non è la verità, il karma mai può essere una causa di schiavitù.La natura ha creato il karma come uno schema per l’uomo affinché evolva e conosca i comportamenti e i profondi stadi della mente, e attraverso la mente raggiungere la consapevolezza spirituale.La mente e la consapevolezza spirituale non sono due cose differenti. In una fase c’è il latte, in un altra fase il latte diventa cagliata, in una terza fase la cagliata è trasformata in burro, alla quarta fase è chiarificato nel ghee ed infine nella quinta fase diventa parte del tuo curry.Nello stesso modo in una fase c’è il corpo grossolano, in un’altra fase i vasana o passioni, alla terza fase le esperienze psichiche e al quarto fase la realtà suprema.
Atma, o suprema realtà, si manifesta in differenti fasi. La mente è una di queste fasi e non potete cancellare la mente. Potete soltanto purificare la mente e rimuovere le scorie, i samskara. Allora, al vero nucleo o base della mente, atma , o chaitanya, sarà rivelato. Di conseguenza karma yoga è ogni azione fatta con la più alta consapevolezza, solo per il lavoro, perché il lavoro tiene mente e corpo occupati. Anche se il lavoro non è pagato in termini di moneta, svolgetelo. Nello stesso modo, se come capifamiglia, provate a trasformare il karma quotidiano in karma yoga, dovete accettare il ruolo del karma evoluzione spirituale. E allora qualsiasi lavoro svolgerete sentirete grazia e benedizione.
Prima di tutto dovete ricordare che non è la meditazione l’inizio dello yoga, ma è l’addestramento di questa indisciplinata, ineducata, potente mente, che fluttua come un fiume in uno spazio aperto. Questa mente non può essere controllata in punti differenti, deve essere educata, L’educazione è importantissima, e il karma fornisce questa educazione. Questo significa che ogni cosa che fate , giusta o sbagliata, è karma, che il karma può essere convertito in karma yoga. Perché il vostro lavoro vi annoia ? E’ dovuto all’atteggiamento. Se l’attitudine è corretta potete svolgere lo stesso lavoro per 55 anni. Quando considerate il vostro lavoro come un dovere, una via per servire gli altri, non diventa mai noioso. Solo quando pensate al lavoro in termini di personale sviluppo e piacere, allora diventa intollerabile e monotono.
E’ veramente più facile e più motivante lavorare per altri che per se stessi. Questo è il segreto del karma yoga che pochi capiscono e applicano. Questa è la differenza tra karma e karma yoga. Tu crei karma quando tu agisci con te stesso in mente, con i tuoi desideri e problemi come motivazioni. Quando agisci, non per te stesso ma come un servizio, una offerta agli altri, la mente è liberata e tu fai esperienza dei benefici del karma yoga.
Il karma yoga può essere praticato in qualunque luogo e momento. Non è necessario vivere in Ashram per praticarlo, ma pochi capiscono la base del karma yoga e la necessità di praticarlo con la giusta attitudine.
In Ashram imparate come praticare karma yoga e questo è molto importante. Altrimenti, potete passare tutta la vita lavorando per voi stessi, incrementando la vostra sofferenza, piuttosto che lavorare per altri e ponendo fine alla sofferenza.Il karma yoga è una parte della vita. E’ necessario come mangiare, parlare, camminare.
Dovete vivere creando karma. Non potete vivere senza azione. Di conseguenza trasformate le vostre azioni in un servizio all’evoluzione di tutti gli esseri, e godrete di una vita di assoluta libertà, semplicità e benedizione. Tutti i vostri bisogni vi saranno concessi come benedizioni di Dio. Non sarete mai soli e non soffrirete di nessuna malattia. Quando la mente è in pace con se stessa, il corpo è in salute, le persone sono attirate da tali persone , come le api al nettare.
E’ impossibile tenerle lontane.
Quali sono le qualità di un vero insegnante di yoga?
Troverete la risposta nel libro “Il gabbiano Jonathan Livingston”.
Il gabbiano Jonathan Livingston era un giovane e ardito gabbiano che voleva imparare ad essere il più veloce nel volo. Nella vita sperimentò sia il successo sia il fallimento ma alla fine riuscì infine a padroneggiare il volo. Alla fine, quando i giovani gabbiani venivano da lui per imparare a volare, diceva loro solamente: “Cominciamo con le basi”. Una persona che sa dire “cominciamo con le basi” è un vero insegnante di yoga. Ma una persona che cerca di rispondere alle aspettative degli allievi, dimenticando le basi, non è un insegnante di yoga. Ogni sistema ha la sua disciplina. Quando iniziate a studiare yoga non andate subito all’algebra superiore: iniziate con semplici addizioni e sottrazioni. E’ così che dovrebbe fare un insegnante di yoga, indipendentemente da quello che pensa la gente.
Gli insegnanti di yoga devono avere un piano e seguirlo. Non dovrebbero cambiare piano a seconda delle opinioni degli allievi. Tendiamo a farci influenzare da svariate opinioni perchè pensiamo che, a meno che non insegnamo quello che l’allievo cerca o si aspetta di imparare, andrà da un altro insegnante e noi perderemo una fonte di guadagno. Quest’idea crea una fobia nella mente dell”insegnante e quindi diventa difficile insegnare in maniera appropriata. L’insegnamento dello yoga non dovrebbe essere alterato, limitato o vincolato dalle idee degli allievi che vengono a lezione. Dovete avere un piano e seguire quel piano. Nel vostro piano, iniziate sempre dalle basi e cercate di insegnare lo yoga in maniera semplice. Durante la vostra formazione, dovete studiare i diversi metodi e i loro intricati dettagli, ma quando arrivate a insegnare, inizate sempre dalle basi. Come insegnante di yoga, se diventate troppo complessi, i concetti entrano in un orecchio dei vostri allievi ed escono dall’altro. Quindi la semplicità dell’istruzione, la semplicità della pratica e la semplicità nel guidare lo studente dovrebbero diventare la caratteristica distintiva di un insegnante di yoga. Non dovete tentare di far vedere o mostrare che ne sapete di più degli altri insegnanti.
[articolo tradotto, originale by Swami Niranjananda Saraswati]
YOGA E SALUTE MENTALE
Dr. L. J. Bhusan
Professore di psicologia & Dean,
Facoltà di Scienze Sociali, Università di Bhagalpur.
Le Tecniche di yoga, come asana e pranayama nell’ Hatha Yoga, come le meditazioni, sono state inserite all’interno di programmi clinici e scientifici. I risultati hanno stabilito le applicazioni preventive e terapeutiche dello yoga. La spiegazione delle basi fisiologiche e chimiche di queste pratiche ha dato loro ampio credito e accettabilità in tutto il mondo. Abbiamo assistito al loro successo nella cura di alcune malattie comuni apparentemente incurabili, come l’asma, il diabete, l’ipertensione, ecc, senza causare effetti collaterali indesiderabili. Tuttavia, il mondo della scienza deve ancora apprezzare pienamente lo Yoga come scienza della mente.
Secondo Patanjali, lo scopo primario dello Yoga è quello di limitare le fluttuazioni o le tendenze di chitta o mente -”Yogaschitta vrtti nirodhah “. Lo Yoga analizza, rimuove e sublima i diversi tipi di samskara, o complessi, con lo scopo di ristabilire l’equilibrio nella personalità e di condurre la mente a realizzazioni psichiche e spirituali. Come ha detto Swami Satyananda, “Lo Yoga è una scienza della coscienza”. Andando oltre, afferma anche che lo Yoga fornisce la padronanza su tutte le fasi della coscienza o consapevolezza e ci rende spettatori dell’esperienza. Da notare il fatto che ciò che Freud ha postulato per quanto riguarda i tre livelli della mente (conscio, subconscio e inconscio) verso la fine del XIX secolo, è stato concepito più di duemila anni prima da Patanjali nei suoi Yoga Sutra. Patanjali descrive i diversi livelli, o fasi della coscienza e afferma chiaramente che solo un piccolo frammento della mente è cosciente, mentre la maggior parte rimane sconosciuto.
Lo Yoga ha sviluppato dei metodi per sperimentare i diversi livelli di coscienza e comprende il concetto di mente super cosciente. La Coscienza può funzionare senza l’aiuto o il supporto degli organi di senso, al di là della coscienza dei sensi che sperimentiamo ogni giorno. Si può vedere senza occhi, pensare senza cervello, ascoltare senza le orecchie e sentire senza alcun mezzo sensoriale. Questo è possibile quando, attraverso le pratiche yogiche si riescono a rompere le barriere tra i diversi livelli di coscienza. La piccola area della mente cosciente che si basa sull’esperienza sensoriale si espande e la mente riemerge in quello che viene chiamato il super- coscio. Questo stato d’animo è conosciuto anche come coscienza cosmica o consapevolezza trascendentale. L’obiettivo finale dello Yoga è l’espansione di questa coscienza.
Il concetto di Super coscienza non è un concetto limitato al livello filosofico. I Neuroscienziati oggi riconoscono l’inadeguatezza della base neurologica delle nostre esperienze. Eccles arriva al punto di dire, “poichè la soluzione materialista non tiene conto dell’unicità della nostra esperienza, io sono costretto ad attribuire l’unicità della psiche o anima ad una creazione spirituale soprannaturale”. In un interessante analogia egli considera il corpo e il cervello come un computer, e l’anima o psiche come il suo programmatore, senza il quale il computer non è solo incompleto, ma privo di significato. Questo è molto vicino alla concezione indiana che la mente è soltanto uno strumento dell’Atman.
Lo Yoga mira a sviluppare una personalità integrata in cui corpo, mente e spirito sono interdipendenti. Esso non funziona all’interno del dualismo cartesiano mente- corpo, che separa la salute fisica dalla salute mentale. Alcuni dicono che la felicità dipende dalla forma fisica, dall’agilità mentale e dalla verve spirituale. Le gioie spirituali e i piaceri mentali sono soggetti alle condizioni del corpo, libero da ogni tipo di disturbo. Lo Yoga è un percorso di benessere fisico e mentale, e di una consapevolezza spirituale superiore. Così si presenta con uno spettro più ampio rispetto al punto di vista della psicosomatica moderna che vede i disturbi del corpo solo su una base funzionale.
Il vero scopo dello Yoga è quello di raggiungere la pace e la tranquillità interiore. Coloro che praticano sinceramente lo Yoga non solo sono liberi da ansia e stress, ma restano indisturbati come l’oceano. Quindi, lo Yoga non è solo una scienza delle malattie mentali, ma una scienza completa della salute mentale. Previene e cura i disturbi mentali e al tempo stesso produce la pace mentale e la coscienza cosmica. Come tale, essa è una scienza positiva e normativa.
LO YOGA DURANTE LA GRAVIDANZA
Lo yoga è aumentato molto di popolarità negli ultimi anni. E ’stato dimostrato che abbassa la pressione sanguigna, migliora il sonno e la digestione, rafforza i muscoli e le articolazioni, e aumenta la flessibilità. Lo Yoga rimuove le impurità dal corpo attraverso il respiro, il sudore, il fegato, i reni e l’apparato digerente. Le persone che praticano yoga regolarmente, si sentono meno stressate e scoprono più pace nella loro vita.
Le donne incinte possono ottenere molti vantaggi dalla pratica dello yoga: sollievo dai dolori lombari e dalla nausea, maggiore consapevolezza del proprio stato e migliore connessione col proprio bambino. Lo yoga è un esercizio fisico a basso impatto che può aiutare le donne in gravidanza a mantenersi in forma. E le pratiche di respirazione praticate durante una classe di yoga possono tornare utili durante il travaglio!
Nel corso della gravidanza avvengono grandi cambiamenti all’interno del corpo della donna:
Praticare yoga è un ottimo modo per rallentare ed apprezzare questi cambiamenti. Lo Yoga incoraggia ad essere pienamente presenti in questo momento, incoraggia ad ascoltare il proprio corpo, ad accettarlo così com’è, ad accettare i suoi cambiamenti. Attraverso una pratica dolce ma allo stesso tempo energetica quale è lo yoga, è possibile migliorare la salute fisica . Attraverso il rilassamento e la meditazione l’ansia e il pensiero auto-critico si riducono e di conseguenza migliora la salute mentale.
Se siete interessati a praticare yoga durante la gravidanza, dovete essere consapevoli del fatto che certe posizioni devono essere evitate (come quelle che comprimono eccessivamente l’addome). Partecipare a una classe di yoga prenatale é un ottimo modo per migliorare lo stato della propria gravidanza e acquisire una migliore consapevolezza. Le posizioni affrontate durante una lezione di yoga per gestanti aiutano a ridurre il dolore alla schiena, il gonfiore degli arti inferiori, e i disallineamenti dovuti ai cambiamenti di peso. Molte posizioni poi sono preparazioni utili per il parto naturale. Durante la gravidanza, gli ormoni portano le articolazioni del corpo ad essere più “libere” (è per questo che spesso le donne aumentano il numero di scarpe). Le Posture di yoga possono aiutare a stabilizzare e rafforzare le articolazioni e promuovere la flessibilità dei muscoli.
Ci sono due sistemi nervosi nel corpo umano: simpatico e parasimpatico. Il simpatico, comunemente conosciuto come il sistema della “lotta o fuga”, fa sì che la pressione sanguigna salga, la frequenza del respiro aumenti, e gli ormoni dello stress invadono il corpo. Storicamente, ciò è avvenuto per preparare il corpo al combattimento con gli animali pericolosi. Ma nel mondo di oggi, noi sperimentiamo questa risposta mentre siamo seduti nel traffico o in ufficio. Quando questo sistema viene stimolato eccessivamente, si possono sperimentare conseguenze sulla salute, come ulcere, mal di testa, e malattie cardiache. Durante la gravidanza, gli effetti del sistema nervoso simpatico possono trasferirsi sul bambino in via di sviluppo.
Il sistema nervoso parasimpatico abbassa la pressione sanguigna e rallenta il ritmo del respiro. Quando il sangue non deve più correre ai muscoli, è libero di viaggiare per il sistema digestivo, il sistema riproduttivo, ghiandolare e immunitario (costituito da un insieme di organi necessari per la sopravvivenza a lungo termine). Studi recenti hanno dimostrato che la respirazione profonda favorisce l’azione del sistema nervoso parasimpatico e permette il rilassamento e la guarigione.
Il cibo che si mangia, l’ossigeno che si respira, e il tuo stato d’animo sono tutte trasmesse al bambino. Lo stress che la madre sente viene percepito anche dal bambino. Lo Yoga ha sviluppato nel corso di migliaia di anni delle tecniche per aiutare le persone ad ottenere un’ottima salute fisica mentale ed emozionale.
La parola yoga è una parola sanscrita che significa giogo o connessione. Yoga unisce corpo, mente e spirito. Lo Yoga è in grado di connettersi al vostro bambino. La pratica dello yoga offre la possibilità di creare un mondo (il corpo) per il tuo bambino che sia sano e tranquillo. “Ciò Che un bambino impara nel grembo materno, non può essere appreso sulla terra” (Yogi Bhajan).
Lo yoga nel trattamento della costipazione
Diceva di se stesso Andre Van Lysebeth, grande interprete dello Yoga Satyananda:
«La costipazione […] è stata uno dei miei problemi fin da quando ero bambino. Ho provato ogni cosa, niente ha funzionato. E poi, dopo vent’anni di tenace costipazione, praticando asana per pochi giorni il problema si è risolto […] Questo mi ha dato fiducia nel resto degli insegnamenti di Swami Sivananda».
La costipazione è un problema che affligge milioni di persone, spesso taciuto per imbarazzo. O perché si pensa che non abbia soluzioni. Il disturbo colpisce prevalentemente le donne.
A livello fisico (annamayakosha) la costipazione é una patologia del sistema digestivo. Spesso è associata a mal di testa, languore, depressione, mancanza d’appetito, insonnia. Può causare emorroidi e lacerazioni, e negli stadi avanzati ne sono segni l’addome dilatato e i crampi.
Le cause della costipazione sono varie, alcune fisiche altre psicosomatiche, quali l’ansia.
Gli studi svolti sul trattamento yogico e ayurvedico del Grahani (Paragonabile alla colite cronica), e condotti dai dottori P.J. Deshpande, S.K. Sharma, M. Shattiwar (Dept. of Shalya Shalakya Banaras Hindu University), sono un documento interessante per comprendere il trattamento della costipazione. Il Grahani é stato descritto nella letteratura ayurvedica come una sindrome in cui Agni, il potere digestivo, diviene carente. Questo fa sì che Ama Dosha (materiale non digerito) si accumuli e passi nelle feci, generando costipazione. Per questo lo scopo del trattamento deve riguardare il risveglio di Agni, al fine di ridurre la formazione di Ama Dosha.
Nei casi considerati dallo studio, il trattamento consisteva in un programma combinato di yoga e terapia ayurvedica, in accordo con i testi classici quali la ‘Charaka Samhita’, la ‘Gheranda Samhita’ e gli ‘Hatha Yoga Pradipika’. Oltre che composto di asana, il trattamento era comprensivo di esercizi di pranayama, al fine di tranquillizzare la mente e sciogliere lo stress a livello più sottile: lo stress è infatti una delle cause chiave all’origine della costipazione.
Il programma giornaliero elaborato dall’equipe costituisce un piccolo Sadhana facilmente praticabile come cura alla costipazione. Vi figurava la serie di asana seguenti: bhujangasana, mayurasana, shalabhasana, paschimottanasana, matsyendrasana e sarvangasana, ciascuna asana ripetuta per 2-3 volte e mantenuta stabile ogni volta per 20-30 secondi. Al termine della serie un periodo di rilassamento, lungo 15-20 minuti, nella posizione di shavasana, concluso da una pratica di pranayama per altri 10 minuti.
I partecipanti sono stati tenuti sotto osservazione per 60 giorni in ospedale, e 5 su 10, dopo il periodo di ricovero, non hanno mostrato più alcun sintomo: del gruppo questi 5 erano i praticanti regolari. Chi invece continuò con una pratica irregolare, ebbe un ampio miglioramento, anche se non una cessazione totale dei sintomi. In generale, tuttavia, in quei 60 giorni di ricovero, i sintomi erano completamente scomparsi a tutti i 10 pazienti coinvolti.
Liberamente Tradotto da: Yogamag.net