TECNICHE DI YOGA CONTRO L’ALLERGIA – domenica 29 maggio 9.30 – 17.30
Il Soffio Yoga,
nella sede di Verona San Massimo, organizza un seminario giornaliero su:
TECNICHE DI YOGA CONTRO L’ALLERGIA
Il Seminario si terrà domenica 29 maggio, dalle 9.30 alle 17.30
Le tecniche proposte:
Jala Neti (lavaggio del naso) è una pratica assolutamente naturale. Rimuove muco e inquinamento dai passaggi e dai seni nasali, permettendo all’aria di fluire senza ostruzioni. Aiuta a prevenire e a curare disturbi del tratto respiratorio come asma, polmonite, bronchite e tubercolosi polmonare. Aiuta ad alleviare allergie, raffreddori, sinusiti, oltre a vari disturbi di orecchie, occhi, gola, incluse miopa, rinite allergica, febbre da fieno, certi tipi di sordità dovuti al cerume, tonsillite e infiammazione delle adenoidi e delle mucose. Praticare Jala Neti aiuta a ridurre la respirazione dalla bocca da parte dei bambini.
Bhastrika, eseguita nella forma del Grande Respiro, é una pratica che brucia le tossine, riequilibria il sistema nervoso, rinforza la mucosa nasale, aumenta lo scambio di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Stimola il metabolismo producendo calore e ripulendo da scorie e tossine. Il movimento rapido e ritmico del diaframma massaggia e stimola gli organi addominali, tonificando il sistema digestivo, riduce il livello di anidride carbonica nei polmoni. È una pratica eccellente per gli asmatici e per chi soffre di vari disturbi polmonari. Allevia le infiammazioni nella gola e qualsiasi accumulo di flemma.
Per info: Cell. 340 10 80 321 o scrivi a associazioneilsoffio@yahoo.it
Yoga nelle aziende – Conferenza di Swami Saraswati Satyananda presso la Camera di Commercio, Bangalore, 1979
Quando Arjuna si trovava sul campo di battaglia, coi due eserciti schierati, pronto per dare inizio alla battaglia narrata nel Mahabharata, chiese dapprima di esaminare il nemico. Non appena si rese conto che avrebbe dovuto uccidere alcuni dei suoi parenti più stretti, cadde in una crisi profonda. La mente era come paralizzata, Arjuna divenne incapace di decidere, preda di incertezza ed emozione:
” Krishna, le mie membra vengono meno, la mia bocca si secca, il corpo trema … la mente cade preda dell’angoscia”.
Nel caso di Arjuna, fortunatamente, l’ansia portò a un cambio di mentalità e a un successivo riequilibrio nei meccanismi corporei, dapprima bloccati per la mancanza di discriminazione: anche oggi la gente avrebbe bisogno di armarsi adeguatamente per combattere i molti malesseri fisici e mentali che impediscono il successo nella vita.
Oggigiorno, l’uomo vive in un clima costante di stress e ansia. Studenti, politici, amministratori, contadini, casalinghe – qualsiasi lavoro si faccia si vive un sentimento di paura e competizione. Gradualmente lo stress aumenta negli anni, fino a raggiungere un punto di saturazione.
Quando la resistenza allo stress si indebolisce, la tensione esplode, causando disturbi importanti come ipertensione, trombosi cerebrale, ulcera peptica, diabete, allergie o addirittura schizofrenia. Sono malattie che sfociano, quando una persona non le riconosce in una fase precoce, in forme più gravi, e nei sintomi di malattie legate allo stress. È il caso della maggior parte delle persone che lavorano in settori altamente competitivi e nel mondo industriale.
A livello mentale, uno stato di tensione continua influenza fortemente il comportamento. Col tempo la lucidità si logora, cosa che indica come la capacità della mente di affrontare i problemi e le decisioni in modo efficiente sia limitata. Nel business, la formazione e l’esperienza sono indubbiamente necessari, ma senza un corpo sano e una mente lucida questi attributi non possono essere adeguatamente utilizzati.
La natura del lavoro moderno è favorevole allo stress, perché richiede uno sforzo mentale continuo, combinato con la capacità di interagire con altri per fronteggiare i problemi. Queste situazioni di stress non possono essere evitate, fanno parte della vita. Le nostre reazioni ad esse, tuttavia, possono essere gestite con una mente equilibrata, calma e tranquilla. Per questo, al fine di contribuire ad alleviare i problemi dei nostri disturbi fisici e mentali e di aprire il pieno potenziale creativo della mente, dobbiamo volgerci verso l’antico sistema di yoga e alla sua evoluzione scientifica.
L’esplorazione della mente
Nello yoga il corpo fisico è continuamente sottoposto a un processo di trasformazione chimica, fisica e biologica. E la mente? Alcune persone la percepiscono come una semplice macchina per pensare, come un apparato legato al sentimento. Ma la mente non è soltanto una reazione biologica del cervello.
Esperimenti hanno rivelato che le onde mentali sono più sottili delle onde elettromagnetiche, più fini e sottili perfino del laser. La mente è composta da infinite esperienze, energie, samskara, karma, le cui potenzialità sono nascoste. La natura spirituale della mente è stata completamente trascurata dalle nostre istituzioni educative, politiche e religiose. Esse hanno contribuito a creare un’impressione molto poco scientifica della mente, come di un prodotto socio-politico. Ma scavando più a fondo, la mente manifesta una dimensione superiore di esistenza, conosciuta come Atman.
Le influenze degli ormoni e secrezioni chimiche dal cervello
Per chi si affida alla propria energia mentale vi è un punto molto importante da notare in relazione allo yoga. Ogni singolo pensiero, o emozione, o impulso, è correlato a secrezioni chimiche nel cervello conosciute come ‘amrit’ e ‘vish’ – nettare e veleno. Queste regolano i processi anabolici e catabolici del corpo, come la creazione e la distruzione di cellule e dei tessuti del corpo. Disturbi nel funzionamento di questo sistema possono creare patologie gravi, come il cancro.
Emozioni, paure, gelosie, avidità, ansia e incertezze esercitano una certa influenza sul comportamento delle ghiandole endocrine e sulla secrezione di ormoni. Mentre alcuni ormoni uccidono, la stimolazione di altri contribuisce ad eliminare la malattia. Lo squilibrio può causare il cancro, deficit cardiaci, o generare sterilità.
È per questo che il sistema nervoso parasimpatico deve essere reso libero degli effetti dello stress prolungato, avviando un cambiamento nella mente. Una volta che il sistema nervoso parasimpatico è ringiovanito e riaggiustato, sarà ancora una volta capace di assicurare al corpo un equilibrio generale.
Le pratiche e la loro applicazione odierna
Una società ben nota in Germania, consapevole dei grandi disaccordi che sorgevano regolarmente in caso di riunione, e dell’inconcludenza conseguente, ha introdotto alcune pratiche di yoga. Il canto del mantra ‘Om’ per diverse volte, con una lunga ‘O’ e una breve ‘M’, poi la concentrazione per altri 3-5 minuti sul respiro naturale che scorre, con la focalizzazione sul mantra ‘So-ham’. Dopo aver terminato questa pratica iniziarono a discutere i loro affari, ,e scoprirono che questa breve pratica di yoga li aiutava non solo a mantenere l’armonia e vitalità nel corso della riunione, ma anche per affrontare i problemi cruciali, e il business in un modo molto efficiente.
Spesso le energie spirituali sono necessarie, perché senza l’intuizione di non riesce negli affari. Il business non dipende soltanto dalla logica e dalla matematica. Anche se queste svolgono un ruolo importante, non sempre sono fondamentali come l’intuizione. Quando la mente è resa dinamica attraverso le pratiche di yoga, la meditazione dà ottimi risultati. Un uomo concentrato, con la mente rilassata, svolge un lavoro più intenso, e lo regge per lunghi periodi di tempo senza stancarsi. E ‘meno disturbato dal mondo esterno, ed è in grado di rimanere concentrato sul lavoro. La mente è compatta, può agire e pensare con maggior forza. La pratica dello yoga può essere effettuata anche la sera quando si torna a casa dal lavoro esaurito: praticare la meditazione per dieci-venti minuti, invece di leggere il giornale, accendere la televisione o accendere una sigaretta.
La mente diviene un alleata, se è correttamente regolata dalle pratiche di yoga. Una mente indisciplinata, invece, sarà un duro nemico nella vita.
Ulcera peptica (Traduzione di un testo del Dr. Swami Saraswati Karmananda)
L’ulcera peptica è una patologia che consiste in un piccolo foro nelle pareti dello stomaco o del duodeno. La scienza medica riconosce due tipi distinti di ulcera peptica – gastrica e duodenale – a seconda del sito in cui si sviluppa. Ciascuna ha qualcosa di diverso riguardo la sintomatologia e il modello di incidenza.
1) l’ulcera gastrica, che si verifica nella parete dello stomaco. Il sintomo é un dolore che sembra rosicchiare le pareti a metà dello sterno. Si verifica soprattutto prima dei pasti e normalmente è irritata dal cibo. Perciò vi si associa la perdita di appetito e di peso. Il dolore é aggravato dalle diete piccanti, dall’alcool e dal fumo, mentre un sollievo temporaneo è ottenuto da un bicchiere di latte. Il paziente è comunemente un maschio, giovane di mezza età, magro o sottopeso, con un carattere teso e ansioso. È un disturbo la cui prima causa è l’eccessivo stress mentale, ed è un problema frequente in individui con tendenze competitive, una malattia generata dalla preoccupazione ossessiva per il successo, il fallimento, le prestazioni, il profitto, la fedeltà, la malattia, il tradimento. L’oggetto della preoccupazione varierà da caso a caso, ma il fattore di incessante preoccupazione è comune a tutti.
2) L’ulcera duodenale, situata nel primo tratto dell’intestino tenue, entro cui il contenuto gastrico è spinto attraverso la valvola pilorica. Il dolore è addominale, centrale e più profondo, e viene alleviato piuttosto che aggravato dal cibo. Per questo motivo il malato è spesso in sovrappeso. Si sveglia spesso la mattina presto per via del dolore, che spesso è temporaneamente calmato dal latte. Si lamenta spesso di aumento di appetito e di peso. La diagnosi definitiva di ulcera viene effettuata col pasto radiologico, in cui il cratere ulceroso appare bianco nella parete duodenale.
Il dolore caratteristico dell’ulcera peptica, che sembra divorare le pareti, è prodotto quando la secrezione acida é liberata nello stomaco e trova l’ingresso al pozzo dell’ulcera, dove provoca un’irritazione intensa ai nervi, che incontra nudi e scoperti. L’ulcera si sviluppa a causa della costante effusione di acido e di secrezioni gastriche, che in ultima analisi, superano la resistenza del rivestimento delle cellule e cominciano a generare uno o più fori nella parete. L’ eccesso di acido è causato da fattori mentali. Una complicazione rara, ma grave, dell’ulcera peptica è la perforazione e l’emorragia. Si verifica quando l’acido penetra in un vaso sanguigno principale, e un’enorme quantità di sangue è rapidamente persa, o quando l’ulcera penetra attraverso la parete e versare il contenuto gastrico nella cavità addominale. Sono complicanze che possono provocare la morte, e sono comunque emergenze chirurgiche, ma fortunatamente rare.
Sulle cause dell’ulcera la scienza medica e lo yoga concordano nel riconoscere che l’ulcera peptica ha origini psicosomatiche. È intesa come stress mentale che si scarica sugli organi del corpo e nella meccanica fisiologica per azione del nervo vago. In una mente “divorata”, paure costanti e ansie, preoccupazioni e tumulti mentali, contribuiscono al costante transito di impulsi nervosi lungo il nervo vago, diretti a stimolare la secrezione di acido gastrico. Questo si verifica avanti giorno e notte, indipendentemente dal fatto che il cibo sia presente nello stomaco o no. Come risultato, la resistenza della mucosa della parete gastrica o duodenale diminuisce e l’acido comincia ad auto-digerire la parete. Così ha inizio l’ulcera, che si manifesta come dolore, quando le fibre nervose sono già esposte, come fili elettrici che erano prima al sicuro dietro un pannello a muro. Il processo psicologico si riassume nella domanda :’che cosa ti sta divorando?’, in quanto il malato d’ulcera è generalmente e letteralmente divorato dall’ansia.
Trattamento dell’ulcera
Con l’ulcera, ovviamente, il malato si trova in un pasticcio da cui non riesce a sottrarsi. Le misure mediche, da sole, sono in genere sufficienti per portare una remissione temporanea della sintomatologia e dell’ansia, ma poi le ulcere regolarmente si ripetono, quando vengono riprese le occupazioni precedenti e lo stile di vita stressante. Per questo motivo, molti medici consigliano un intervento chirurgico, anche più di una volta e al ripetersi di ulcere successive. Oggetto della chirurgia sono i nervi parasimpatici, gli organi digestivi, spesso la rimozione di parte dello stomaco stesso. I medici che utilizzano lo yoga hanno scoperto che la combinazione di una prudente gestione medica e pratiche specifiche di yoga è il modo più efficace di trattare l’ulcera e guarire il paziente. I problemi di ansia possono essere efficacemente risolti con uno stile di vita che combatte lo stress e il comune bombardamento delle pressioni e delle esigenze della vita moderna, ristabilendo un bilanciamento energetico e impedendo il sorgere di nuove ulcere e nuove complicazioni.
I passi nella terapia dell’ulcera
1. riposo completo e cambio d’ambiente: questo permette al malato di distogliere la mente completamente dalla tensione e dal lavoro. Un tempo minimo di un mese di solito è necessario, e un ambiente di ashram è l’ideale per questo scopo. Inizialmente, il malato deve riposare completamente, dormire, recuperare le forze, camminare senza alcuna fatica, completamente libero da impegni e responsabilità. L’enorme sollievo mentale si sente quasi immediatamente.
2. Una dieta semplice e libera da spezie. Inizialmente liquida, di brodo vegetale, latte e frutta dolce, con l’astinenza da fumo e alcol. Preparati antiacidi possono essere utilizzati inizialmente in combinazione con la terapia di yoga, ma devono essere eliminati dopo la guarigione.
3. Relax: la pratica quotidiana di yoga nidra (rilassamento profondo che induce quiete mentale ed emotiva) è la cosa più importante nella risoluzione di ansie e conflitti interiori.
4. asana semplici e pranayama: possono essere introdotte dopo 2 settimane, quando la guarigione iniziale si è verificata e il dolore è alleviato. Devono essere eseguite in modo non competitivo, divertente, con enfasi sul rilassamento e sulla consapevolezza. Pawanmuktasana parte I e II dovrebbe essere inizialmente praticata una volta al giorno per 2 settimane, seguite da Surya Namaskara nelle settimane seguenti. Brahmari pranayama e Nadi Shodhana sono i pranayama consigliati. Una passeggiata la sera è consigliata.
5. Karma yoga: compiti semplici in un ambiente non competitivo, ad esempio, di carpenteria, o giardinaggio per poche ore, sono delle prescrizioni eccellenti per un lavoratore da scrivania. Il karma-yoga conduce alla libertà mentale, al rilassamento e all’espressione creativa.
6. Shatkarma: Neti e shankhaprakshalana possono essere introdotte dopo qualche tempo, kunjal è invece controindicato in tutti i malati di ulcera, perché rischia di disturbare la cicatrizzazione delle ulcere.
Il superamento dell’ulcera secondo questo sistema è possibile, a condizione che il malato accetti lo stile di vita yogico completamente, anche quando rientra a casa e alla situazione di lavoro stressante. Altrimenti, la ricorrenza è una possibilità, e la chirurgia può essere indicata. Lo Yoga può sicuramente aiutare il malato di ulcera, perché mostra la strada per uno stile di vita più equilibrato e rilassato, basato sulla pratica quotidiana di asana, pranayama e rilassamento, ciò che permette di ristabilire
hari om tat sat
Vi sono due manifestazioni della “realtà ultima”. Ciò che sta “oltre”, il trascendente, che è rappresentato dalla sillaba “Om”, e l’essere individuato, il Cosmo e tutto ciò che sta nel cosmo, rappresentato appunto dalla parola “Hari”.
“Hari” rappresenta anche la Realtà Manifesta, mentre “OM” rappresenta la realtà non manifesta. Quando si pronuncia “Hari Om” lo si fa per significare che la realtà Ultima è immanente così come trascendente.
“Tat Sat” significa “quella esistenza trascendente”. Vi sono due indicazioni usate in filosofia. Dicendo “questo”, si intende la creazione manifesta, quando invece si dice “quello”, si intende ciò che sta “oltre”, mentre “sat” significa esistenza, che è continua, che cambia solo forma, e con cui nasce il tempo
Hari om tat sat si potrebbe quindi tradurre come: la realtà manifesta e quella non manifesta sono quell’infinita vita, che non ha mai fine.
IL TANTRA
Al centro del Tantra è il culto della Shakti, la Dea Madre venerata sotto innumerevoli nomi (Devi, Durga, Kali, Parvati, Uma, Padma, Chandi, Tripura-sundari), culto radicato nel passato neolitico e messo in ombra per circa mille anni dalle divinità maschili del pantheon ariano patriarcale. Il Tantra è dunque una filosofia antichissima, sicuramente pre vedica che ricominciò a riaffermarsi nel periodo delle tarde Upanishad sino a giungere ai giorni nostri, Età del Ferro, in cui la Devi è ancora divinità principale.
In effetti i tantrici parlano dei loro testi come del quinto Veda, del Veda di Kali Yuga: “per la prima delle quattro ere del mondo fu data la Shruti, per la seconda la Smriti, per la terza i Purana e per la quarta gli Agama (testi tantrici)”. Il Tantra riconosce l’autorità dei Veda, non rifiuta la tradizione ortodossa, accetta la maggior parte degli elementi vedantici, ma sposta sempre l’accento sull’aspetto positivo di Maya. Il mondo è l’infinita manifestazione dell’aspetto dinamico del divino, la Dea è MahaMaya e personifica l’Illusione Universale che illude il mondo con il suo potere e fa apparire la magia della creazione, della conservazione e della distruzione. E questo mondo, proprio perché è la dispiegazione della Dea non deve essere svalutato o considerato imperfetto e fonte di ogni sofferenza, ma al contrario celebrato, penetrato dall’intuizione e sperimentato fino in fondo. Il Tantra dice Sì al mondo, laddove l’ascetismo dello Yoga, l’isolamento perfetto del Samkhya e la negazione della realtà di certo Vedanta dicevano No.
Il vero amante della Dea non cerca la liberazione né la dissoluzione nel Brahma: “Mi piace lo zucchero – diceva il poeta Ramprasad – ma non desidero diventare zucchero!” “Coloro che soffrono le pene del samsara, cerchino pure la liberazione: il devoto perfetto non soffre, perché può vedere e sperimentare la vita e l’universo come rivelazione di quella suprema forza divina (Shakti) che egli ama”.
Di conseguenza non c’è differenza tra i frutti del Trivarga (Artha, Kama e Dharma) e Moksha, non c’è contrapposizione tra questa realtà e la liberazione: scrive sempre Ramprasad: “Vieni, o mente, andiamo da Kali, l’albero che esaudisce tutti i desideri e lì sotto raccogliamo i quattro frutti della vita (…) Fa ciò che desideri. Chi cerca il nirvana?” (The Gospel of Sri Ramakrishna).
Il Tantrismo sottolinea inevitabilmente la santità e la purezza di tutte le cose: ecco perché le cinque cose proibite (le cinque M: il vino Madya, la carne Mamsa, il pesce Matsya, il grano tostato Mudra, il rapporto sessuale Maithuna) costituiscono gli elementi di alcuni riti tantrici.
Gli adepti del Tantra sono “trasversali”, non importa l’appartenenza a una casta o il sesso, anche Sudra e donne possono ricevere le più alte iniziazioni e diventare guru, in netto contrasto con i Veda dove l’ascolto delle scritture è vietato ai Sudra e le donne sono confinate, benché molto lodate in modo sentimentale, a un ruolo spirituale secondario. “L’iniziazione fatta da una donna è molto efficace, quella fatta da una madre è otto volte più efficace”, si legge nello Yogini Tantra. L’idoneità di un devoto tantrico si basa sulla forza della mente e sul potere dell’esperienza.
Questa democratizzazione non significa tuttavia che il Tantra sia per tutti. Il Vocabolario tantrico descrive tre tipi umani: Vira – l’eroe, Pasu – l’uomo del gregge o uomo pecora e Divya – il santo luminoso. Secondo l’ideale del Vedanta, Vira doveva essere sottomesso a Divya, ma nella realizzazione tantrica la vittoria deve essere ottenuta attraverso le passioni: l’adepto non cerca una via per aggirare le passioni, reprimendole in sé e chiudendo gli occhi davanti alle loro manifestazioni esteriori. L’eroe tantrico si immerge nella sfera del massimo pericolo. Le passioni sono parte della natura umana e un principio fondamentale della concezione tantrica è che l’uomo deve progredire nella natura e per mezzo della natura: “Quando si cade a terra – afferma il Kularnava Tantra – ci si deve rialzare con l’aiuto della terra”. Il corpo, in primis, non viene dunque escluso. L’uomo non è un tutt’uno con il divino solo nella liberazione, ma sempre, qui e ora, in ogni atto. Ogni funzione dell’uomo, corpo compreso, cessa allora di essere un semplice atto animale e diventa un rito religioso. Quando il Vira mangia, beve o ha rapporti sessuali non compie queste azioni come un individuo che soddisfa i propri desideri limitati, un animale che rubacchia un po’ di godimento alla natura, ma pensando di essere, in tale godimento Shiva stesso. Il primo principio della filosofia tantrica della devozione è infatti: “Chi non è divino, non può adorare la divinità (Nadevo devam arcayet)” (Gandharva Tantra). Non si può sperare di sperimentare l’identità finale se non se ne è già convinti e consapevoli dall’inizio. Sempre nel Gandharva Tantra leggiamo: “Un uomo dovrebbe adorare una divinità divenendo egli stesso una divinità. Un uomo non dovrebbe adorare una divinità senza essere diventato egli stesso una divinità”. Ciò che i saggi vedici avevano ritenuto risiedere nei cieli del macrocosmo, gli adepti tantrici lo sentivano risiedere dentro se stessi, nel microcosmo, e lo chiamarono anch’essi Dio.
Negli Agama Tantrici il Vira è il tipo umano più importante. Se vogliamo è il tipo rajasico, mentre nel Pasu prevale Tamas e nel Divya Sattwa. Le cinque cose proibite sono infatti proibite al Pasu, cui si consiglia di venerare la Shakti come una Madre, non come Sposa e di sottomettersi a lei come un bambino. Venerare la Shakti come Amante è un sentiero pericoloso, adatto solo al Vira. Il Divya è al di sopra delle spavalde e cavalleresche imprese dell’eroe e quindi anche per lui le cinque cose proibite sono assunte non letteralmente, ma trasformate in altro: a esempio maithuna è il coito simbolico tra la Shakti Kundalini in Muladhara e il Supremo Shiva in Sahasrara. E’ solo il Vira che cerca di compiacere la Dea anche come uomo, che soddisfa la donna nel rapporto sessuale. In generale la filosofia Tantra è di tipo erotico: la continua trasformazione delle cose l’una nell’altra è la Realtà della Dea. La femmina si unisce al maschio e trasforma il seme nella comune progenie e questo è il miracoloso enigma di Maya-Shakti. Non è una visione apprezzabile da temperamento intellettuale ma piuttosto da un temperamento artistico: per questo motivo non è una visione molto documentata in letteratura, teologia o filosofia. Lo è nell’arte che è in grado di esaltare il dinamismo dionisiaco della Realtà, di valorizzare e al contempo svilire, divinizzare e al contempo svalutare l’uomo.
Da una lezione di Sw. Virananda
Karma Yoga : STRUMENTO DI AUTO-EVOLUZIONE Da “Satsangs on Yoga” Swami Satyasangananda Saraswati, Yoga Publications Trust, Munger
L’ashram che non offre la possibilità di mettere in pratica il karma yoga alle persone che vi fanno visita, le priva di uno strumento molto importante di auto-evoluzione. Le azioni eseguite altruisticamente in ashram aiutano a mitigare il proprio karma, perché qualsiasi cosa tu stai facendo, non la stai facendo per te stesso. Di fatto non sai per chi stai lavorando. In questo modo non ci sono aspettative. Se qualcuno ti dice di sbucciare le patate o di andare in clinica a prenderti cura dei pazienti, tu ci vai. Anche se non ti senti ispirato e non ne hai il desiderio, il fatto di trovarti in ashram determina comunque che tu ti senta ben disposto, con la conseguenza di compiere il lavoro nel migliore dei modi. Non si pensa al premio, si pensa solo a fare il lavoro nel migliore dei modi. E’ in ashram che si impara l’arte di agire senza aspettativa.
Quando si tornerà a casa si potrà fare la stessa cosa. Si potrà fare qualsiasi cosa nella propria vita con la stessa attitudine. Quando le azioni vengono compiute in questo modo, si può rompere il circolo vizioso di causa ed effetto, in questo modo l’effetto collaterale dell’azione compiuta non ricade su chi ha commesso l’azione, ma è assorbita dalla grazia divina, e di conseguenza si è assolti dalle sue conseguenze. In questo modo, gradatamente, lo spessore che ci portiamo dietro, determinato dal nostro karma, e la sua pesantezza generata dal ciclo di causa ed effetto, diventa sempre più leggero fino a scomparire del tutto.
Di seguito, quando ci si siede a meditare, non appena si chiudono gli occhi, si potrà volare in alto molto velocemente. Basterà un minimo sforzo per avere un’esperienza profonda. Altrimenti, tutte le volte che ci si siede a meditare o si chiudono gli occhi, ogni sorta di immagine, pensiero, idea, apparirà davanti agli occhi chiusi.
Qualche volta capita di diventare molto tristi con crisi di pianto. Spesso, per nessuna ragione apparente, la mente si agita e la meditazione viene interrotta. Tutti questi disturbi sono dovuti ai diversi karma. Se si vuole progredire nella meditazione, bisogna incorporare il karma yoga nella propria vita. Questo permetterà di progredire molto velocemente nella meditazione.
nuovo centro yoga a verona: gli orari dei corsi
Hari om!!!
Siamo lieti di annunciarvi
che il nuovo centro yoga è quasi pronto!
Si trova a Verona San Massimo,
in via della Fratellanza 22,
comodo da raggiungere e con disponibilità di parcheggio
I corsi avranno inizio lunedì prossimo,
il 14 marzo, secondo la seguente tabella oraria:
Sera - mercoledì h 19_lunedì e mercoledì h 20.30
Mattina - lunedì, mercoledì e sabato h 9.45
Pausa Pranzo - lunedì e mercoledì h 13
Gravidanza - venerdì h 17
Yoga Dolce (serie antireumatica) – mercoledì h 17
Meditazione (dal 25 marzo) - venerdì h 18.45
Il centro è naturalmente disponibile per organizzare corsi ad hoc
anche per piccoli gruppi,
su richiesta, e in orari diversi da quelli indicati.
Per chi ha necessità specifiche, o sente comunque il desiderio di personalizzare la propria pratica,
offriamo la possibilità di frequentare lezioni individuali:
chi sceglie questa modalità sarà disposto a mettersi in gioco più direttamente,
senza il sostegno e la mediazione del gruppo.
Vi anticipiamo che sarà possibile frequentare anche d’estate.
Presto manderemo le foto nel nuovo centro! Naturalmente, continuate a consultare il sito: nella sezione news posteremo regolarmente nuovi articoli di interesse sullo yoga.
Vi aspettiamo al centro yoga!
Circolo Il Soffio
yoga verona
Il Nuovo Centro Yoga
é quasi terminato: aprirà a metà Marzo a Verona, in via La Fratellanza, 22, frazione san Massimo.Il nuovo centro yoga di verona per pratiche di hayha yoga e meditazione, e molti altri approfondimenti specifici.
Presto disponibili gli orari delle lezioni sul sito.
Richiedete il vostro corso scrivendo a
associazioneilsoffio@yahoo.it
“Il ruolo evolutivo del karma” tratto da un Satsang di Swami Satyananda Saraswati
Potete praticare raja, hatha, kundalini, mantra e bakti yoga, ma se sottovalutate il karma yoga, tutti questi yoga possono dissipare e disperdere la mente.Ogni praticante di yoga dovrebbe trasformare la propria attività quotidiana attraverso la filosofia del karma yoga.Lo scopo del lavoro quotidiano dovrebbe diventare spirituale; o piuttosto dovreste realizzare il naturale scopo spirituale del vostro karma.Se rinunciate al vostro karma, la vostra mente non troverà una base per l’evoluzione. Prima che possiate realizzare il ruolo del karma yoga in relazione all’evoluzione spirituale, dovete capire che lo scopo del karma yoga è di creare una base stabile per la mente. In meditazione la mente deve rimanere costantemente su un oggetto senza nessuna intercettazione di un altro pensiero. Ma se praticate questo senza aver ottenuto uno stato di sattwa, senza avere purificato la mente, cadrete solo nuovamente in una condizione tamasica. Per impedire questo, la natura ha creato il karma yoga, perché tutti noi abbiamo ambizioni, desideri, passioni.Se non avete nessun desiderio, non create nessun karma. Se il desiderio dovesse essere eliminato, lo sviluppo psico-spirituale dell’uomo verrebbe fermato. Di conseguenza i desideri non devono essere posti a freno, ma dovresti compierli completamente oppure realizzare la loro inutilità.
Ponendo freno ai desideri, state uccidendo l’opportunità di agire. Per esempio desiderate avere un bambino: per compiere questo avete bisogno di avere una moglie o un marito, una casa, un lavoro, negozio o commercio, e allora le cose verranno. Questi pensieri tengono una mente non addestrata, occupata tutto il tempo. Questo è l’esempio di come il karma tiene la mente occupata. La mente è una grande forza e se questa forza non è utilizzata correttamente, alimenterà i centri sbagliati della personalità e potrebbe anche diventare distruttiva. Per questo la natura ha creato il karma.
Nella Bhagavad Gita è detto che ogni azione produce una triplice reazione : desiderio, avversione ed entrambi insieme. Se ricevete qualcosa che avete molto desiderato, ciò vi renderà felici. Tuttavia, se ricevete qualcosa che non volevate sarete molto infelice. Se ricevete qualcosa di gradito e non gradito, sarete un po’ felice e un po’ infelici.Quando la mente è influenzata dalle reazioni negative, spesso diventa depressa o scombussolata, favorendo l’insorgere di malattie come l’asma, il cancro, l’ipertensione o il diabete. Di questi tempi si può arrivare anche al suicidio o al divorzio. Qualcosa può accadere, perché il karma interessa la personalità e il comportamento. Così dobbiamo trovare il modo di creare karma le cui conseguenze non ci influenzino. Questo percorso è conosciuto come karma yoga.
Nella vita quotidiana, la nostra attitudine verso il karma deve diventare puramente materiale. Ogni volta che pensiamo alla vita spirituale, pensiamo in termini di rinuncia del karma. Anche in ashram se chiedi a qualcuno di fare qualche lavoro , loro invariabilmente rifiuteranno sulla base che tutte le azioni sono maya , e da questo l’uomo è limitato. Ma non è la verità, il karma mai può essere una causa di schiavitù.La natura ha creato il karma come uno schema per l’uomo affinché evolva e conosca i comportamenti e i profondi stadi della mente, e attraverso la mente raggiungere la consapevolezza spirituale.La mente e la consapevolezza spirituale non sono due cose differenti. In una fase c’è il latte, in un altra fase il latte diventa cagliata, in una terza fase la cagliata è trasformata in burro, alla quarta fase è chiarificato nel ghee ed infine nella quinta fase diventa parte del tuo curry.Nello stesso modo in una fase c’è il corpo grossolano, in un’altra fase i vasana o passioni, alla terza fase le esperienze psichiche e al quarto fase la realtà suprema.
Atma, o suprema realtà, si manifesta in differenti fasi. La mente è una di queste fasi e non potete cancellare la mente. Potete soltanto purificare la mente e rimuovere le scorie, i samskara. Allora, al vero nucleo o base della mente, atma , o chaitanya, sarà rivelato. Di conseguenza karma yoga è ogni azione fatta con la più alta consapevolezza, solo per il lavoro, perché il lavoro tiene mente e corpo occupati. Anche se il lavoro non è pagato in termini di moneta, svolgetelo. Nello stesso modo, se come capifamiglia, provate a trasformare il karma quotidiano in karma yoga, dovete accettare il ruolo del karma evoluzione spirituale. E allora qualsiasi lavoro svolgerete sentirete grazia e benedizione.
Prima di tutto dovete ricordare che non è la meditazione l’inizio dello yoga, ma è l’addestramento di questa indisciplinata, ineducata, potente mente, che fluttua come un fiume in uno spazio aperto. Questa mente non può essere controllata in punti differenti, deve essere educata, L’educazione è importantissima, e il karma fornisce questa educazione. Questo significa che ogni cosa che fate , giusta o sbagliata, è karma, che il karma può essere convertito in karma yoga. Perché il vostro lavoro vi annoia ? E’ dovuto all’atteggiamento. Se l’attitudine è corretta potete svolgere lo stesso lavoro per 55 anni. Quando considerate il vostro lavoro come un dovere, una via per servire gli altri, non diventa mai noioso. Solo quando pensate al lavoro in termini di personale sviluppo e piacere, allora diventa intollerabile e monotono.
E’ veramente più facile e più motivante lavorare per altri che per se stessi. Questo è il segreto del karma yoga che pochi capiscono e applicano. Questa è la differenza tra karma e karma yoga. Tu crei karma quando tu agisci con te stesso in mente, con i tuoi desideri e problemi come motivazioni. Quando agisci, non per te stesso ma come un servizio, una offerta agli altri, la mente è liberata e tu fai esperienza dei benefici del karma yoga.
Il karma yoga può essere praticato in qualunque luogo e momento. Non è necessario vivere in Ashram per praticarlo, ma pochi capiscono la base del karma yoga e la necessità di praticarlo con la giusta attitudine.
In Ashram imparate come praticare karma yoga e questo è molto importante. Altrimenti, potete passare tutta la vita lavorando per voi stessi, incrementando la vostra sofferenza, piuttosto che lavorare per altri e ponendo fine alla sofferenza.Il karma yoga è una parte della vita. E’ necessario come mangiare, parlare, camminare.
Dovete vivere creando karma. Non potete vivere senza azione. Di conseguenza trasformate le vostre azioni in un servizio all’evoluzione di tutti gli esseri, e godrete di una vita di assoluta libertà, semplicità e benedizione. Tutti i vostri bisogni vi saranno concessi come benedizioni di Dio. Non sarete mai soli e non soffrirete di nessuna malattia. Quando la mente è in pace con se stessa, il corpo è in salute, le persone sono attirate da tali persone , come le api al nettare.
E’ impossibile tenerle lontane.





